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Le migliori marche di pasta che non fanno male: ecco quali

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La pasta è un prodotto a base di farina di diversa estrazione, prodotto tipico di tutte le cucine regionali d’Italia, è divisa in piccole forme regolari che sono poi destinate alla cottura in acqua bollente e sale oppure con calore umido e salato. Il termine pasta vuol dire «farina mescolata con acqua e sale», inteso come abbreviazione dell’italiano pastasciutta, ma può anche indicare un piatto dove la pasta sia proprio l’ingrediente principale accompagnato però da una salsa, da un sugo o da qualsiasi altro condimento di vario genere. Le paste alimentari nel mondo vanno però differenziate e divise anche dal punto di vista storico.

Essendo il frutto distinto di due vaste e longeve culture gastronomiche che hanno sviluppato e hanno dato origine a questi tipi di alimenti nel corso del tempo in maniera parallela, indipendente e soprattutto diversa, senza che l’una entrasse in contatto con l’altra; ossia: quella italiana (come la tradizionale sfoglia, l’arte della pasta ripiena, gli spaghetti, la pastasciutta, la pasta di Gragnano IGP, i maccheroni, la pasta ligure, quella pugliese, la calabrese, la golosissima siciliana, ecc.), che si è diffusa gradualmente in tutto l’Occidente e in ambiti mediterranei; e quella cinese (ad esempio la pasta pechinese, gli wàhntān, i lāmiàn, la pasta cantonese, ecc.), diffusa e conosciuta in gran parte dei paesi asiatici dell’Estremo Oriente.

Entrambe le paste utilizzano materie prime differenti e tecniche di lavorazione distinte, senza avere alcuna relazione tra loro per la preparazione, la produzione, la presentazione e perfino la degustazione. Ma come possiamo riconoscere la pasta di buona qualità? La pasta, per essere ottima, deve innanzitutto avere uno spessore giusto che le consente di cuocere in modo uniforme e nel giusto tempo; deve rimanere compatta ed elastica, cioè “al dente” anche molte ore dopo la cottura; si deve cuocere in modo uniforme sia all’esterno che all’interno, senza avere parti crude (che spesso vengono scambiate con la caratteristica di essere “al dente”) e si presenta, anche dopo la cottura, senza patina esterna.

L’acqua di cottura deve risultare il più possibile limpida (quando il tempo di cottura è lungo la pasta perde infatti l’amido, le vitamine, le proteine e durante la masticazione si presenta essere “massosa”). Per essere di buona qualità, durante la masticazione, deve essere elastica e consistente: l’elasticità però si ottiene se il glutine è di alta qualità e se il processo di essiccazione è stato effettuato con le giuste temperature. Inoltre deve essere porosa, ogni chicco di pasta deve assorbire l’acqua in modo uniforme dall’esterno all’interno e deve cuocersi perfettamente.

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