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Leggi il significato del testo “Poesia per Roma” di Ultimo

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Il testo “Poesia per Roma” del cantautore Ultimo è un brano inedito presentato durante il concerto “La favola” del 04/07/2019 tenuto allo stadio Olimpico di Roma. Questo concerto ha chiuso Colpa delle Favole Tour 2019.

SIGNIFICATO DEL BRANO

Il testo del brano è un omaggio che Ultimo ha voluto fare alla sua città natale. Le parole del cantautore semplici e crude raccontano di una Roma da vivere nella quotidianità.

La magia di Roma, secondo Ultimo, sta nella sua eternità, nel suo essere immortale. La vera Roma, secondo Ultimo, è quella dei vicoli stretti, dove i turisti non entrano. Quella stessa Roma che i “politici corrotti” hanno abbandonato. Infine ringrazia la città per essere stato un riferimento importante nella sua vita, da quando era bambino fino agli anni più difficili.

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Una vera e propria poesia per la nostra Capitale che ultimo rende intrisa di significato con le sue parole ma ancor più con la sua interpretazione ricca di emozione. Ecco il testo.

Testo Poesia per Roma

So dieci giorni che sto fori
Dici sorridi e dentro muori
A me m’hanno stancato tutti
Donne, auto e amici a volte
Eppure de te io nun me stanco
A volte penso ar Tevere e poi canto

Anche se Roma non è solo centro
Per me sei bella come un dubbio spento
Come un rifugio per un ladro
Sei bella come l’Angelo e il peccato

Te pare poco? Di te pare poco essere immortale?
Quando te spegni e vie el tramonto che bellezza che rimane
Sei bella pure senza mare

Li giù ai Parioli sono belli i ragazzetti
Ma pe me nun battono du occhi sopravvissuti a sti parcheggi
Che roma è Colosseo ma nun è solo quello

Roma è sta panchina rotta che da sogni a quer pischello
Roma è na finestra aperta piena de mollette e panni
È un bimbo cor pallone che è partito da San Giovanni
Mi padre me portava le domeniche allo stadio
Ancora tengo con gran cura la prima sciarpa nel mio armadio
“Roma capoccia der monno nfame”

Il primo saggio da bambino, la cantai col cuore
Non è San Pietro ma sta chiesa che sta a pezzi
La vera Roma sta nei vicoli che te turista non apprezzi
È na battaglia persa co politici corrotti
Però ne parli e dopo ridi perché a Roma te ne fotti

È un pranzo a casa mia co l’amici de na vita
Quelli che perdono a tressette e se la piano co la sfiga
Vuoi sta tranquillo senza troppe cianfrusaglie
Te casca er mondo sulle spalle e trovi forza dentro a un daje

So dieci giorni che sto fori e come me manchi
Domani torno e prima cosa vado a pia du guanti
Perchè per scrivere de te ce vo rispetto

Grazie per esse rimasta accesa quando non c’avevo un letto

La canzone è scaricabile su Spotify!