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Sapevi che non devi assolutamente mangiare la punta del cornetto?

punta cornetto

Molti di noi, a dire la verità, la considerano la parte più ghiotta dell’intero gelato. Ma un chimico ha spiegato che, per renderla così buona, è necessario ricorrere a un processo poco salutare. Ecco perché non dovremmo mangiare più la punta del cornetto.

Cedere la punta del cornetto, quella che nella cialda racchiude del delizioso cioccolato semi-solidificato, è una grande prova d’amore: alzi la mano chi non è d’accordo. A quei due centimetri di piacere sono stati dedicati gruppi di appassionati fan su Facebook. E un giovanissimo imprenditore americano, Nick Cavagn, ha deciso di trasformare la punta del cornetto in uno snack vero e proprio, che si chiama Muddy Bites e che ha riscosso un enorme successo.

Già, eppure sembra che quello squisito pezzetto, oltre a essere la parte forse più buona, per gusto e consistenza, dell’intero gelato, sia anche quella peggiore per la nostra salute e per la nostra forma.

Uno studio conferma che è meglio non mangiare la punta del cornetto

Lo ha spiegato il chimico Bert Weckhuysen, dell’università di Utrecht. Per evitare che il cioccolato si sciolga completamente prima che venga raggiunto da chi sta gustando il gelato, i produttori hanno dovuto cambiare il punto di fusione: ci sono riusciti ricorrendo a un processo chiamato idrogenazione, che comporta l’aggiunta di una molecola di diidrogeno a un altro composto, in questo caso, il cioccolato.

Il vero problema è che questo processo trasforma i grassi insaturi in grassi solidi e quindi gli acidi grassi insaturi diventano saturi. Di conseguenza, con la punta del cornetto ingeriamo le stesse sostanze poco salutari che troviamo in alcuni biscotti e in alcune torte industriali, nel lardo, nelle carni grasse e lavorate, nei formaggi e nella panna: sono i grassi più pericolosi per il sistema cardiocircolatorio.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, adulti e bambini dovrebbero consumare al massimo il 10% delle loro calorie giornaliere in forma di grassi saturi, e il consumo totale di grassi, comunque, non dovrebbe superare il 30% delle calorie giornaliere. Le quantità eccessive di grassi saturi e trans dovrebbero essere sostituite da grassi polinsaturi, come quelli presenti nel pesce e nell’olio d’oliva.

Basterà questo avvertimento a scoraggiare i patiti della punta “cioccolattosa” del cornetto?

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