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L’invito di Nencini a celebrare la liberazione del 25 aprile con un fiore alla finestra

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“L’Italia conosce due feste laiche, boe che ti ricordano due spartiacque: liberazione dal nazifascismo e Repubblica. Basta. Il 25 aprile precede il 2 giugno. Non solo sul calendario. Senza quell’aprile non ci sarebbe stato il referendum di giugno. Il 25 aprile, insomma, è il Natale patriottico. Va celebrato comunque, soprattutto al tempo del Coronavirus. Una dose massiccia di spirito civico male non fa”. Lo sottolinea il senatore del Psi, Riccardo Nencini.

Il messaggio:

“Chi non ha una bandiera, metta un fiore all’occhiello quando si sporge dal balcone, dal davanzale della finestra. Un fiore sulla camicia bianca, in segno di festa. I sindaci ricordino quel giorno in un luogo simbolico. Da soli, come si deve. Gonfalone nell’austerità del silenzio. Ma almeno tre città – Roma, Milano e Napoli – celebrino con solennità il 25. Distanziati ma uniti i rappresentanti dei partigiani e dei partiti che per liberare l’Italia morirono davvero. In piazza non saremmo un moltitudine”.

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Fonte: Il tempo

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