Attualità

Esame terza media: fatto in questo modo è illegale! Polemiche per il decreto

Coronavirus, i presidi Cisl: “L’esame di terza media fatto così è incostituzionale. Troppo poco tempo per presentare le tesine”.

È polemica sull’esame di terza media. Al centro della discussionei tempi per la discussione dell’elaborato degli studenti, ma c’è anche chi grida all’incostituzionalità della prova. In queste ore la Cisl Scuola è intervenuta con fermezza: “L’esame di terza media così come previsto dall’ordinanza del ministero dell’Istruzione sembra aver perso ogni elemento caratterizzante l’esame di Stato e questo solleva diversi dubbi anche alla luce dell’art. 33 della Costituzione“. I dirigenti scolastici aderenti all’organizzazione sindacale sollevano dei dubbi: “L’esame proprio non c’è. Non c’è ammissione, non c’è commissione, non c’è alcuna prova e questo mal si accorda con le previsioni costituzionali”.

Ma la questione che suscita le maggiori polemiche è la presentazione della famosa ‘tesina’. A detta dei presidi Cisl “la discussione dell’elaborato è collocata nell’ambito dell’attività didattica ordinaria, entro la fine delle lezioni. I problemi che ne derivano sono molteplici, sia rispetto alla possibilità di organizzare in tempi tanto brevi tutti gli adempimenti, sia rispetto al fatto che non è chiaro se il consiglio di classe che deve ascoltare l’esposizione sia inteso come collegio perfetto, se debba essere presente il dirigente scolastico (si parla di docenti del consiglio di classe) e come nel frattempo possa essere mantenuta l’attività didattica sincrona con tutti gli altri allievi”.

Leggi anche:

A sollevare il problema dei tempi è stata anche l’Associazione nazionale presidi, che nei giorni scorsi ha scritto una lettera alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina proprio a questo proposito. Il presidente Antonello Giannelli ha fatto presente che ogni dirigente di scuola secondaria di primo grado si troverebbe entro un mese a dover riunire il collegio per deliberare modalità e criteri di valutazione dell’elaborato e del percorso triennale; a riunire i consigli di classe per declinare criteri e modalità, individuare la tematica da assegnare a ciascun alunno e formulare proposte sul calendario delle presentazioni. Dovrebbe infine partecipare, presiedendo i rispettivi consigli, alla presentazione degli elaborati (sei classi terze di circa 25 alunni richiedono, per una simile attività, almeno 13 giorni, compresi i sabati).

Il problema sollevato da Giannelli (e non solo) sembra essere stato considerato dalla ministra dell’Istruzione e dal Consiglio superiore della pubblica istruzione, che sta esaminando l’ordinanza che sarà essere discussa in seduta plenaria proprio mercoledì per poi tornare sul tavolo della Azzolina. Lo stesso Giannelli aveva suggerito “di lasciare all’autonomia delle istituzioni scolastiche la calendarizzazione delle operazioni d’esame, prevedendo che queste si concludano entro il termine, realistico, del 30 giugno“.

Il presidente del Cspi, Francesco Scrima, assicura che la commissione istruttoria è al lavoro: “Lunedì c’è stato un primo incontro, ne seguiranno altri ma mercoledì discuteremo lo schema preposto. Il nostro parere è obbligatorio ma non vincolante. Sappiamo che vi sono problemi sui tempi dell’esame e avanzeremo delle soluzioni”.

Fonte: Il Fatto quotidiano