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Due medici accusati per la morte di Davide Astori, poteva essere salvato

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Davide Astori, capitano della Fiorentina, fu trovato senza vita il 4 marzo 2018 in una camera d’albergo ad Udine. A dare l’allarme furono i suoi compagni di squadra. La squadra era ospitata nell’albergo Là di Moret per giocare la partita contro l’Udinese.

In una prima analisi i medici individuano la causa in una bradicardia, cioè il cuore avrebbe diminuito i battiti fino a restare fermo, e sarebbe morto nel sonno. Ma in una seconda indagine sembrerebbe che si sia trattato di una tachiaritmia, una forte accelerazione dei battiti fino ad arrivare in fibrillazione ventricolare. Forse se non si trovava da solo in camera, avrebbe potuto avere un primo soccorso e forse si sarebbe salvato.

La fibrillazione ventricolare da cardiomiopatia aritmogena è la stessa malattia che ha colpito molti sportivi: Morosini del Livorno, Puerta del Siviglia e il nuotatore Mattia Dell’Aglio. I medici sportivi avrebbero dovuto essere più attenti nel controllare i referti.

Per il momento sono accusati due medici di strutture pubbliche sia di Cagliari che di Firenze, le città dove giocava Davide. Sarebbero emersi due referti del luglio 2016 e luglio 2017 dove si evidenziano dei problemi nella prova di sforzo del calciatore. In particolare nell’ultimo sarebbe stata evidenziata un’extrasistolia a due morfologie. Con le dovute precauzioni ed avvertimenti alle squadre si poteva prevenire la sua morte.

Al momento le indagini vanno avanti per capire le responsabilità dei fatti. Ai due medici che dovevano certificare l’idonietà sportiva di Astori l’accusa è di omicidio colposo. Purtroppo per la famiglia, al primo choc se ne aggiunge un altro. Alla moglie Francesca Fioretti, modella ed ex gieffina, non resta che consolarsi con la gioia più grande che gli ha lasciato Davide: la piccola Vittoria di 2 anni.