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Rino Gaetano: “Non ci riusciranno a mettermi il bavaglio” ancora dopo 41 anni

Rino Gaetano

Grazie dei Fiori – Ribelli, il programma di Pino Strabioli e Gino Castaldo, ha mandato in onda uno speciale sulla vita di di Rino Gaetano.

Rino, un artista amatissimo sul quale però esistono ancora oggi misteri e dubbi. Tante anche le critiche e le polemiche sul suo conto, contro le quali da sempre combatte la sua famiglia. Non solo sua sorella Anna ma anche suo figlio, e nipote di Rino Gaetano, Alessandro.

Proprio Alessandro ha dichiarato: “Io e mia madre proseguiremo nel gestire e difendere la memoria artistica di mio zio Rino, con tutte le gioie e le noie che ne derivano e, credimi, sono proprio tante. Solo chi vive situazioni analoghe sa di cosa parlo e, per fortuna, non molti.”

La vita tormentata

Rino Gaetano, nato a Crotone il 29 ottobre del 1950, Rino è morto a soli 31 anni a causa di un tragico incidente stradale. Era il 2 giugno del 1981 quando Rino resta coinvolto in un tragico incidente stradale su via Nomentana a Roma, non lontano dalla sua abitazione nel quartiere di Montesacro. La sua automobile andò fuori strada scontrandosi con un camion proveniente dall’altra corsia. L’artista non morì sul colpo, ma in quel frangente risultò particolare il rifiuto di ben tre ospedali che quella tragica notte rifiutarono il suo ricovero.

Una puntata, quella di Grazie dei Fiori interamente dedicata all’arte di Rino, un’artista unico che ha lasciato un segno innovativo nella musica italiana regalando al pubblico dei veri e propri capolavori.

Viene ricordato da due artisti: il primo è Francesco Motta che racconta l’influenza di Rino sulle generazioni più giovani e Alex Britti che racconta della sua passione per il cantautore di origine calabrese. Non si contano le canzoni di successo di Rino: da “Gianna” a “Ma il cielo è sempre più blu” fino alla struggente ballad “A Mano a mano”.

La musica di Rino, sicuramente ha in parte rivoluzionato la classica musica italiana facendosi portavoce di una sua originalità e ironia fino a quel momento sconosciute al mondo dello sette note italiane. L’artista, infatti, si è fatto conoscere ed apprezzare proponendo con grande sensibilità e attenzione problematiche sociali ed esistenziali del tutto nuovo legate alla sua vicenda personale di figlio di emigrati.

Rino Gaetano: “Non ci riusciranno a mettermi il bavaglio”

Le parole con cui Rino Gaetano salutò il suo pubblico durante un concerto fatto nel 1979 sulla spiaggia di Capocotta.

C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio: io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni. Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera. Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale.

Una sorta di profezia che, a distanza di 41 anni, si è rivelata veritiera visto che il nome di Rino Gaetano è ancora oggi uno dei più conosciuti nella musica italiana. Le sue canzoni ancora oggi sono molto amate ed ascoltate anche dai giovanissimi a conferma di come la bella musica non abbia tempo e spazio.

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