Amore

Violenza domestica: “mascherina 19” parola d’ordine per i soccorsi

mascherina 19

La violenza domestica purtroppo è un problema molto importante che non deve essere sottovalutato, neanche in questo periodo di quarantena, dove molti sono obbligati a stare sotto lo stesso tetto, anche se si rischia tanto.

Sembra che la questione sia passata in secondo piano rispetto all’emergenza sanitaria, ma non è proprio così, per fortuna. In ottemperanza al decreto del Governo, molti centri anti-violenza si sono ritrovati costretti ad agire a orari ridotti, oppure, in alcuni casi, a sospendere l’accoglienza delle persone fuggite da una situazione critica all’interno della propria abitazione, pur continuando il lavoro di ascolto.

Il numero 1522 è sempre attivo

La convivenza forzata, infatti, mette a serio rischio le donne (e gli uomini, naturalmente) vittime di abusi e maltrattamenti tra le pareti di casa, non concedendo loro neppure una via di fuga; nel nostro Paese, è sempre attivo un numero, il 1522, cui ogni persona in difficoltà può rivolgersi.

Purtroppo già prima, molte avevano paura di denunciare i propri aguzzini, ora è ancora più difficile. Avere un “orco” sempre intorno, all’interno di casa, rendae ancor più complicata la richiesta di aiuto.

“Mascherina 19” per denunciare il proprio aggressore

Una bella idea per far conoscere la situazione di pericolo in cui  ci si trova senza destare troppi sospetti, “approfittando” proprio dell’emergenza Coronavirus, arriva dalla Spagna.

Parte dalle isole Canarie, e pian piano si sta diffondendo in tutta la Spagna. A proporlo le farmacie che, consapevoli del fatto che nessuno possa uscire dalle proprie abitazioni, neppure per comprare le mascherine, hanno invitato le donne vittime di violenza domestica a telefonare dicendo “Mascarilla 19”, ovvero “mascherina 19”.

Kika Fumero, direttrice dell’istituto canario per l’uguaglianza afferma: “È importante far sapere alle donne che, anche in questa situazione, non sono sole” .

Qui in Italia al via la campagna “Libera puoi”

Parallelamente nel nostro Paese sono tanti i volti dello spettacolo che hanno prestato il loro volto alla campagna “Libera puoi”, lanciata dal Dipartimento per le pari opportunità proprio per ricordare che, pur nell’emergenza, i centri anti-violenza continuano a lavorare per raccogliere le richieste di aiuto delle donne in difficoltà.

Il risultato è un video in cui, fra gli altri, Paola Turci, Fiorella Mannoia, Emma, ma anche Giuliano Sangiorgi e Marco D’Amore.

Emergenza coronavirus: apertura dei centri antiviolenza D.i.Re

Il numero nazionale 1522 è sempre attivo, e i centri antiviolenza continuano a lavorare. In alternativa per poter parlare, basta scaricare l’app del 1522 e chattare con un operatore.

 

Scopri le ricette facili e veloci QUI

Entra nel gruppo Facebook Oroscopo di Paolo Fox